Qualcosa si muove negli Usa e una nuova speranza si configura in campo scientifico. Il Presidente americano Barack Obama ha rimosso i limiti al finanziamento pubblico alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, imposti nell’anno 2001 dal suo predecessore George W. Bush, e ulteriormente confermati con decreto presidenziale del 20 giugno 2007.
(Guarda il video) Con Bush, la Chiesa e i vescovi americani potevano star tranquilli. Di certo non con Obama che ha esordito:
L’ordine ufficiale è stato firmato il 9 marzo 2009, segnando una svolta epocale nella storia dell’umanità, perché è indubbio che gli Usa abbiano un ruolo fondamentale nell’economia e nella leadership mondiale.

Se l’America decide di investire nella ricerca sulle cellule staminali embrionali, possiamo star certi che altre Nazioni, molto presto, seguiranno l’esempio.
Riguardo alla ricerca sulle cellule staminali è utile sapere che in Europa: Svezia, Spagna e Inghilterra hanno un approccio permissivo. Francia, Irlanda e Portogallo hanno un approccio intermedio, mentre: Italia, Austria, Danimarca e diversi Paesi dell’Est hanno un approccio
"restrittivo". Altri come: Turchia, Islanda e Lettonia non prendono posizione, perché non hanno nessuna legislazione in materia.
Ma torniamo alla realtà Americana: entro 120 giorni, il National Institute of Healt (N I H), dovrà decidere le linee guida delle modalità con cui verranno utilizzati i finanziamenti federali.
“Gli scienziati ritengono che queste minuscole cellule abbiano il potenziale di farci capire e forse curare alcune delle malattie più devastanti che conosciamo. Rigenerare un midollo spinale e sollevare una persona da una sedia a rotelle, aumentare la produzione di insulina e liberare un bambino da una vita di iniezioni; curare il Parkinson, il cancro, le malattie di cuore ed altre che colpiscono milioni di americani e i loro cari”, ha proseguito il Presidente degli Stati Uniti. Obama ha dichiarato di non poter promettere che verranno scoperte le cure che si vorrebbero trovare, ma che la sua amministrazione farà tutto il possibile per favorire gli investimenti nella ricerca.
Il mondo auspicato da Obama è un mondo in cui dovranno scomparire le parole: “terminale” o “incurabile”, e ha accusato l’amministrazione Bush di aver indicato una falsa scelta tra scienza solida e valori morali. Come se le due cose fossero in contrasto. Barack Obama ritiene, invece, che le persone di fede dovrebbero prendersi cura gli uni degli altri, e lavorare per alleviare la sofferenza umana.
Infine ha ricordato l’attore
Christopher Reeve, rimasto paralizzato dopo un incidente e deceduto qualche anno fa. Reeve aveva riposto grande fiducia nella ricerca sulle cellule staminali, ma non ha fatto in tempo a veder realizzato il suo sogno. “Christopher non ce l’ha fatta, ma se proseguiamo in questo tipo di ricerca, un giorno, forse non nella nostra vita o in quella dei nostri figli, ma forse un giorno altri come lui ce la faranno.”
Numerose sono state le reazioni alle decisioni di
Barack Obama, e spesso contrastanti: “Una bella notizia. L’auspicio è che anche da noi ci sia una svolta, a vantaggio della libertà di ricerca e quindi in definitiva della salute di tutti noi” asserisce la senatrice a vita
Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina. Contraria invece la reazione della Conferenza dei vescovi americani che, per mezzo del cardinale di Filadelfia Justin Rigali, dice di “una triste vittoria della politica sulla scienza e l’etica”.
Nelle colonne dell’Osservatore Romano si legge: “Il riconoscimento della dignità personale deve essere esteso a tutte le fasi dell’esistenza dell’essere umano: su questa maturità del pensiero si fonda una reale democrazia, capace di riconoscere l’uguaglianza di tutti gli uomini e d’impedire ogni ingiusta discriminazione basata sul loro sviluppo o sulla loro condizione di salute”.
Sono un laico e un libero pensatore, ritengo quindi che non debbano essere imposti limiti alla ricerca scientifica, e che si debbano alleviare, con ogni mezzo possibile, le pene e la sofferenza dell’essere umano.
Le risorse economiche impiegate in tutto il mondo per alimentare le guerre, dovrebbero essere utilizzate, invece, più saggiamente, per la ricerca scientifica anche se da alcuni, giudicata contraria ad un certo tipo di etica.
Paolo