martedì 9 giugno 2009

(1) Riflessioni
Elezioni Europee 2009

Domenica 7 giugno 2009, in occasione delle consultazioni europee, ero poco convinto di recarmi a votare. Noi sardi siamo penalizzati dal collegio delle isole, e compiere un gesto che quasi certamente non porterà ad eleggere un rappresentante della nostra regione in Europa, è fortemente demotivante.

Ha vinto comunque la fede politica e il desiderio di poter fornire un segnale all’attuale governo di centro destra, che gli elettori sardi non sono propensi ad ingoiare qualunque sgarbo o qualsivoglia sopruso.

Ho dato la mia preferenza a Francesca Barracciu,

esponente del PD, di cui ho grande stima e fiducia, perché credo sia in grado di risanare, nell’Isola, una sinistra confusa e litigiosa.
La Barracciu ha raggiunto 116.598 voti(comprese le preferenze prese in Sicilia), un risultato importante, ma purtroppo non è bastato a fare in modo che divenisse la rappresentante dei sardi in Europa, battuta dai rappresentanti siciliani a causa del perverso meccanismo del collegio delle Isole.

Nella nostra Regione, la percentuale degli elettori che ha votato il Partito Democratico è più elevata che nel resto d'Italia, dando quel segnale molto importante di cui ho parlato in precedenza.

Questo risultato fa capire che la Sardegna non vorrà accettare altri soprusi, non si dovrà pensare ad essa come destinataria di basi nucleari, come ricettacolo di scorie e di rifiuti tossici.

La nostra Isola è come l’immagine delle nostre donne: fiere e dignitose che si sacrificano per gli affetti e per la terra, che nascondono la sofferenza dietro una speranza di dignità e di lavoro che non le separi da tutto ciò che amano.
Avere il “mal di Sardegna” è una componente di chi in Sardegna c’è nato o ha amato tanto questa terra da lasciarci il cuore.

Molte sono le cose che mancano: il lavoro, le strutture e la salute. Sì, perché la regione, per il suo atavico isolamento, ospita numerose malattie autoimmuni e perché l’uomo ha contribuito a costruirvi fabbriche di morte che hanno spezzato numerose vite, e distrutto patrimoni naturali.

Ognuno di noi si dovrebbe battere per far ascoltare le nostre richieste verso uditori più ampi e poter avere, in tempi brevi, un unico collegio di rappresentanti di una sola isola: la nostra Sardegna.

Paolo

martedì 10 marzo 2009

(1) Scienza
Staminali, la svolta di Obama
"Via i limiti alla ricerca"

Qualcosa si muove negli Usa e una nuova speranza si configura in campo scientifico. Il Presidente americano Barack Obama ha rimosso i limiti al finanziamento pubblico alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, imposti nell’anno 2001 dal suo predecessore George W. Bush, e ulteriormente confermati con decreto presidenziale del 20 giugno 2007.

(Guarda il video)


Con Bush, la Chiesa e i vescovi americani potevano star tranquilli. Di certo non con Obama che ha esordito:


“L’America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire”


L’ordine ufficiale è stato firmato il 9 marzo 2009, segnando una svolta epocale nella storia dell’umanità, perché è indubbio che gli Usa abbiano un ruolo fondamentale nell’economia e nella leadership mondiale. Se l’America decide di investire nella ricerca sulle cellule staminali embrionali, possiamo star certi che altre Nazioni, molto presto, seguiranno l’esempio.

Riguardo alla ricerca sulle cellule staminali è utile sapere che in Europa: Svezia, Spagna e Inghilterra hanno un approccio permissivo. Francia, Irlanda e Portogallo hanno un approccio intermedio, mentre: Italia, Austria, Danimarca e diversi Paesi dell’Est hanno un approccio "restrittivo". Altri come: Turchia, Islanda e Lettonia non prendono posizione, perché non hanno nessuna legislazione in materia.

Ma torniamo alla realtà Americana: entro 120 giorni, il National Institute of Healt (N I H), dovrà decidere le linee guida delle modalità con cui verranno utilizzati i finanziamenti federali.

“Gli scienziati ritengono che queste minuscole cellule abbiano il potenziale di farci capire e forse curare alcune delle malattie più devastanti che conosciamo. Rigenerare un midollo spinale e sollevare una persona da una sedia a rotelle, aumentare la produzione di insulina e liberare un bambino da una vita di iniezioni; curare il Parkinson, il cancro, le malattie di cuore ed altre che colpiscono milioni di americani e i loro cari”, ha proseguito il Presidente degli Stati Uniti. Obama ha dichiarato di non poter promettere che verranno scoperte le cure che si vorrebbero trovare, ma che la sua amministrazione farà tutto il possibile per favorire gli investimenti nella ricerca.

Il mondo auspicato da Obama è un mondo in cui dovranno scomparire le parole: “terminale” o “incurabile”, e ha accusato l’amministrazione Bush di aver indicato una falsa scelta tra scienza solida e valori morali. Come se le due cose fossero in contrasto. Barack Obama ritiene, invece, che le persone di fede dovrebbero prendersi cura gli uni degli altri, e lavorare per alleviare la sofferenza umana.
Infine ha ricordato l’attore Christopher Reeve, rimasto paralizzato dopo un incidente e deceduto qualche anno fa. Reeve aveva riposto grande fiducia nella ricerca sulle cellule staminali, ma non ha fatto in tempo a veder realizzato il suo sogno. “Christopher non ce l’ha fatta, ma se proseguiamo in questo tipo di ricerca, un giorno, forse non nella nostra vita o in quella dei nostri figli, ma forse un giorno altri come lui ce la faranno.”

Numerose sono state le reazioni alle decisioni di Barack Obama, e spesso contrastanti: “Una bella notizia. L’auspicio è che anche da noi ci sia una svolta, a vantaggio della libertà di ricerca e quindi in definitiva della salute di tutti noi” asserisce la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina. Contraria invece la reazione della Conferenza dei vescovi americani che, per mezzo del cardinale di Filadelfia Justin Rigali, dice di “una triste vittoria della politica sulla scienza e l’etica”.
Nelle colonne dell’Osservatore Romano si legge: “Il riconoscimento della dignità personale deve essere esteso a tutte le fasi dell’esistenza dell’essere umano: su questa maturità del pensiero si fonda una reale democrazia, capace di riconoscere l’uguaglianza di tutti gli uomini e d’impedire ogni ingiusta discriminazione basata sul loro sviluppo o sulla loro condizione di salute”.

Sono un laico e un libero pensatore, ritengo quindi che non debbano essere imposti limiti alla ricerca scientifica, e che si debbano alleviare, con ogni mezzo possibile, le pene e la sofferenza dell’essere umano.
Le risorse economiche impiegate in tutto il mondo per alimentare le guerre, dovrebbero essere utilizzate, invece, più saggiamente, per la ricerca scientifica anche se da alcuni, giudicata contraria ad un certo tipo di etica.

Paolo

sabato 24 gennaio 2009

(1) Scienza
Usa, staminali embrionali
via alla prima sperimentazione

Questa notizia, pubblicata da "la Repubblica.it",rientra nelle decisioni programmate dal neo Governo degli USA, presieduto da Barack Obama:

WASHINGTON - Via libera negli Stati Uniti alla prima sperimentazione su cellule staminali embrionali umane per testare una nuova terapia che potrà dare nuova speranza alle persone paralizzate. Oggi la Food and Drugs Administration - l'ente indipendente che regola farmaci e ricerca - ha annunciato che la Geron Corp ha dato garanzie sufficienti di sicurezza delle procedure e ha così ottenuto l'autorizzazione al trial.

Indubbio l'interesse scientifico - migliaia di pazienti in tutto il mondo si sono sottoposti a terapie basate su cellule staminali adulte offrendo risultati controversi, ma per la prima volta sarà possibile osservare la capacità riproduttiva delle cellule embrionali.

Ma è importante anche il segnale politico della decisione della Fda: l'arrivo alla Casa Bianca di Barack Obama sta rivoluzionando l'approccio pubblico alla ricerca in modo profondo. Il rifiuto dell'utilizzo di embrioni per la ricerca è infatti stato un caposaldo della politica dell'Amministrazione Bush, mentre Obama si è sempre detto disposto a rovesciare questa impostazione. Fortemente favorevole alla ricerca sulle staminali embrionali è del resto il suo consigliere scientifico Thomas P. Holdren.

Lo studio clinico di fase riguarderà una decina di pazienti con gravi lesioni del midollo spinale (che tuttavia devono essere recenti, riportate non più di due settimane prima): scopo della ricerca è garantire che non vi siano fenomeni di rigetto e che la terapia sia sicura, anche se i medici sperano che possano esservi fenomeni di rigenerazione del tessuto.

Il trattamento, che è ancora a una fase sperimentale, dovrebbe far sì che le cellule iniettate stimolino la ricrescita dei nervi danneggiati. L'obiettivo ultimo è di ristabilire la regolare funzione del midollo spinale.


La Geron è interamente finanziata da fondi privati, per ora infatti non sono previsti finanziamenti pubblici in questo settore dopo il veto imposto da Bush nel 2006 nonostante il via libera del congresso, ma il fatto che non si sia opposta la Fda, che pur essendo un organismo indipendente risente evidentemente dell'aria che tira dalla Casa Bianca, dimostra che davvero qualcosa è cambiato.

Le cellule staminali embrionali sono in grado di differenziarsi per produrre tutte le cellule dei tessuti umani: una caratteristica che le rende uno strumento eccezionale per la ricerca medica. Le cellule staminali adulte infatti servono per il rinnovamento dei tessuti, ma solo del tipo nel quale si trovano; quelle embrionali (ricavate dal blastociste, ovvero l'embrione con 5-6 giorni di età) sono invece in grado di dare origine a 200 diversi tipi di cellule e per questo sono dette "pluripotenti".

Il nodo etico della questione è che l'embrione dal quale vengono ottenute viene di norma distrutto: nella pratica, si utilizzano quelli ottenuti in soprannumero dalla fecondazione in vitro, non destinati cioè all'impianto nell'utero.

Un'alternativa promettente è quella delle cellule staminali pluripotenti indotte (ips), ottenute grazie alla "riprogrammazione" del nucleo delle staminali adulte: rimangono tuttavia ancora incertezze sul loro sviluppo e per questo gli scienziati ritengono che la ricerca che utilizza quelle embrionali debba continuare.

(23 gennaio 2009 – Fonte la Repubblica)

Paolo

mercoledì 15 ottobre 2008

(1) Sanità
Il San Giovanni di Dio compie 150 anni

Sul quotidiano l’Unione Sarda di venerdì 10 ottobre 2008 si ricorda l’inaugurazione dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari, avvenuta l’11 ottobre 1858; sono passati 150 anni e l’Ospedale Civile progettato dall’architetto Gaetano Cima è stato nel tempo, un importante riferimento per i pazienti della Regione.

Negli ultimi anni sono state evidenziate gravi inadeguatezze inderogabili dei vari reparti, ma si è anche verificata ultimamente la possibilità di reperire un sito più consono, per l’utilizzo dei reparti ancora ospitati da questo antichissimo nosocomio.

Già nel giugno scorso si parlò dell’avvenuto trasferimento del reparto di Neurologia al Policlinico Universitario di Monserrato, e nell’articolo dell’Unione Sarda firmato dal giornalista Andrea Artizzu, si prospettava una degenza con vari comfort per i pazienti nella struttura di Monserrato, paragonabile addirittura ad una struttura alberghiera, senz’altro quindi più moderna e accogliente del vecchio “Civile”.

Ma in un futuro ormai prossimo, anche altri reparti saranno trasferiti al Policlinico di Monserrato, come da dichiarazioni del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria, Prof. Ninni Murru che annuncia per il prossimo mese di aprile, il trasferimento della Clinica Macciotta, di Ginecologia e Ostetricia.

Successivamente si attende un ulteriore finanziamento per la costruzione di un nuovo “blocco” in cui saranno trasferiti vari reparti oggi ospitati anche in altre strutture ospedaliere quali: Ortopedia, Neurochirurgia, Urologia, Centro Trapianti e Centro Sclerosi Multipla (attualmente, questi ultimi, ospitati presso l’Ospedale Binaghi).

Un grande progetto pare realizzarsi, un sogno lungamente atteso: un Centro per la diagnosi e la cura della Sclerosi Multipla, finalmente adeguato alle esigenze dei numerosi pazienti sardi. (Fonte: "Unione Sarda" del 10/10/2008)

Paolo




martedì 2 settembre 2008

(1) Sanità
Lyrica - novità

Agli inizi dello scorso anno l’Associazione Vo.S.M. Sardegna si fece promotrice sul suo sito, di una raccolta di firme perché i farmaci contro il dolore neuropatico nella sclerosi multipla, Lyrica e Gabapentin, venissero nuovamente rimborsati dal S.S.N.

Anche su questo Blog se ne trattò ampiamente.

A conclusione dell’iniziativa, in qualità di Presidente della Vo.S.M., associazione che tutela l'ammalato di sclerosi multipla, inviai alcune lettere "Raccomandate A.R.", suffragate dalla raccolta di un consistente numero di firme: al Ministro della Sanità, all’ AIFA Agenzia del Farmaco, e all’Assessore della Sanità della Regione Sardegna.

Ricevetti due risposte, che sono qui consultabili, da parte del Ministero della Salute e da parte dell’ AIFA Agenzia Italiana del Farmaco;


in entrambe si lasciava intendere una disponibilità al dialogo ed una probabile, anche se non tempestiva, revisione del provvedimento.

Nessun riscontro però, ebbi da parte dell’Assessore alla Sanità della Regione Sardegna. Silenzi a cui ormai sono abituato, per aver in più occasioni chiesto che intervenisse per risolvere problemi e disagi di persone malate che avevano bisogno di risposte urgenti.

L’importante è che finalmente si sia arrivati ad una positiva conclusione della vertenza.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 5 agosto 2008, infatti, è stata riconosciuta la rimborsabilità dei due farmaci: Lyrica (principio attivo Pregabalin) e Neurontin (principio attivo Gabapentin).

Un risultato reso possibile anche grazie all’importante contributo di tutti coloro che hanno creduto nella raccolta firme della Vo.S.M., che con questa istanza ha segnalato e avvallato il grave disagio e la preoccupazione dei pazienti e familiari interessati dal problema.

Chi aveva deciso di escludere dall'esenzione gli ammalati di S.M.,non poteva non tener conto che l'uso quotidiano e permanente di tali farmaci, essenziali per combattere il dolore bruciante e incessante provocato da questa patologia, non potesse, e non dovesse soprattutto per gli alti costi da sostenere, essere economicamente a carico dell'ammalato.

Per concludere, sono soddisfatto che si sia giunti ad un esito positivo, per tutti coloro che sono stati costretti, in questo periodo, a sostenerne i costi, e spero che la riconosciuta nota 4 possa dare loro, almeno un po' di serenità.




Paolo

mercoledì 11 giugno 2008

(1) Sanità
Neurologia: Addio San Giovanni di Dio!

Nel quotidiano l’Unione Sarda del 10 giugno 2008, è stato pubblicato l'articolo dal titolo: “Ospedale Civile. Martedì aperto il primo reparto del San Giovanni a Monserrato - NEUROLOGIA TRASFERITO AL POLICLINICO - Il Direttore: stanze con bagno, tv ed aria condizionata”

Non nascondo il piacere suscitatomi dalla notizia; in precedenti post, infatti, ho vivacemente criticato la struttura del San Giovanni di Dio. Inoltre, negli incontri avuti con i rappresentanti delle Istituzioni e con quelli delle ASL, ho sempre sostenuto la mia tesi, e cioè che l’unica soluzione possibile, per risolvere gli annosi problemi dei reparti di neurologia e sclerosi multipla, sarebbe potuta essere solo quella di trasferire entrambi presso la struttura del Policlinico di Monserrato.

I due reparti sono attualmente diretti dalla Professoressa M.G. Marrosu, docente di neurologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Cagliari, e che da oltre trent’anni si è dedicata alla ricerca e alla cura sulla sclerosi multipla

Il 30 maggio 2006 la Vo.S.M. (Volontariato Sclerosi Multipla) fu convocata dal Direttore Generale della ASL 8 per discutere sul “Piano Strategico Aziendale” e annunciare il trasferimento del CSM da Via Is Guadazzonis a Via Ospedale, presso il San Giovanni di Dio. Di questo incontro ho fornito un ampio resoconto sul post: “Dove finirà il CSM”, descrivendo le mie perplessità espresse in quella sede ai rappresentanti della Azienda Sanitaria Locale Dott.ri Gino Gumirato e Giorgio Sorrentino, rispettivamente Direttore Generale e Direttore Sanitario della ASL 8, che mi avevano chiesto un’opinione riguardo al trasferimento del Centro.

Risposi che l’unico trasferimento auspicabile, a mio parere, sarebbe stato quello presso il Policlinico di Monserrato, struttura indubbiamente più adeguata ad ospitare il Reparto di Neurologia ed il Centro Sclerosi Multipla.
Né poteva essere presa in considerazione la soluzione provvisoria, prospettatami dai due dirigenti della ASL, consistente in un primo trasferimento momentaneo del CSM al San Giovanni di Dio, in attesa di definitiva collocazione, con conseguente spreco di risorse economiche e fisiche.
Fortunatamente martedì il primo passo è stato fatto, e il Reparto di Neurologia è stato trasferito al Policlinico di Monserrato.
La Prof.ssa Marrosu ha espresso la sua soddisfazione per l’evento: “Manca qualche macchinario, ma la struttura è perfettamente funzionante ed è finalmente a misura di paziente e medico.” Ma che cosa è cambiato rispetto al San Giovanni ? “Praticamente tutto. Le stanze, tutte dotate di bagno, hanno al massimo due posti letto, la tv e l’aria condizionata.”

Bisogna considerare, però, che attualmente il Centro Sclerosi Multipla è ospitato in via Is Guadazzonis, presso l’Ospedale Binaghi a Cagliari e occupa una ristretta parte di una palazzina inaugurata nel 2000
in condivisione col Centro Trapianti e con un laboratorio diagnostico. Attualmente tale sistemazione è divenuta insufficiente per le esigenze dei numerosi ammalati che provengono dalle più svariate località della Sardegna, come ho potuto constatare durante alcune mie visite alla struttura.

Nonostante la fama della Prof.ssa Marrosu e del suo staff, costituito da specialisti universitari e ospedalieri di provata esperienza, nel Centro sussistono, però, problemi tecnici e logistici di rilevante importanza: oltre al cronico affollamento sopraccitato, la carenza di macchinari specifici, sia diagnostici che di supporto, quali, per esempio, macchina per la Risonanza Magnetica Nucleare ed elevatori per poter gestire al meglio i pazienti immobilizzati dall’aggressività della malattia.

Come Presidente dell’Associazione Vo.S.M. non posso, quindi, che congratularmi con la Prof.ssa Marrosu per il risultato ottenuto, e augurarmi che venga completata al più presto anche la seconda parte del progetto: la riunione del Centro Sclerosi Multipla con la Neurologia.

Paolo

giovedì 1 maggio 2008

(1) Politica
1° maggio - Festa del Lavoro

E’ passato un anno da quando ho espresso le mie considerazioni su questa giornata in rapporto al momento politico, economico e storico che la Nazione stava attraversando.

Volutamente oggi intitolo il mio post allo stesso modo, perché a distanza di un anno le cose non sono cambiate. Anzi . . . L'Italia ha gli stessi problemi dello scorso anno: precariato, inflazione e ancora disoccupazione.

Il potere di acquisto della nostra moneta è diminuito rispetto allo scorso 1° maggio, i nostri figli ci guardano, domandano. Non sappiamo cosa rispondere ai loro sguardi privi di speranza.



Costruire una famiglia, metter su casa, avere dei figli è diventato un sogno difficilmente realizzabile. Praticamente impossibile.


Non mi sento di essere d’accordo con chi, poco tempo fa, li definì “bamboccioni”, non è una colpa se si trovano in questa situazione senza speranza; le cause vanno ricercate altrove. In anni di errori politici di qualsiasi colore, in scelte ispirate all’America, dove da sempre il lavoratore si può riciclare se dovesse perdere il lavoro, non certo da noi, dove è già difficile essere impiegati per la prima volta.

E che dire sulla sicurezza dei luoghi di lavoro o sarebbe meglio dire dell'insicurezza. L’Inail ci informa che dall’inizio del 2008 ad oggi, i morti sono stati 301. Una cifra impressionante che dovrebbe farci riflettere molto seriamente su come viene gestita la politica, ma soprattutto il problema del "lavoro".

Lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha oggi affermato: “Basta morti bianche, non può continuare così non ci si può rassegnare come ad una inevitabile fatalità, dobbiamo tutti rimboccarci le maniche".

E’ vero, le norme di sicurezza vanno rispettate, alcune tragedie sarebbero potute essere evitate se si fosse agito seriamente e tempestivamente. La vita umana deve avere la priorità su tutto, sul profitto, sulla politica, sulle polemiche sterili e sulla demagogia inutile.

Paolo

venerdì 25 aprile 2008

(2) 25 aprile
Una data al di sopra di ogni polemica

La seconda guerra mondiale non era ancora conclusa, e gli animi degli Italiani, confusi dalla presenza di vecchi rancori non ancora sopiti. L’Italia cominciava a pensare a quello che sarebbe stato il suo futuro di Nazione libera, repubblicana e democratica.

Durante il ventennio fascista, il Paese aveva conosciuto numerose aberrazioni che non erano in sintonia con la sua indole, forzature che avevano snaturato la vita dei suoi abitanti. Dal divieto della libertà di opinione, al razzismo, al totalitarismo, all’autarchia, ad un nazionalismo esasperato che imponeva di italianizzare qualunque vocabolo straniero ed infine alla peggiore degenerazione dell’essere umano: la guerra.

Perché l’Italia raggiungesse la sua maturità repubblicana ha dovuto conoscere il prezzo del sacrificio e vedere il sangue dei suoi martiri. Caduti sulle montagne, deportati o fucilati dai nazisti in fuga, uccisi dalla recrudescenza di una dittatura che non voleva rassegnarsi ad una bruciante sconfitta.

Mi infastidiscono profondamente le recenti rivendicazioni di alcuni gruppi estremisti di destra che pretenderebbero l’abolizione della ricorrenza.
Il 25 aprile fa parte integrante della storia della nostra Repubblica, non si può pensare che la Nazione si sia sviluppata senza il contributo della liberazione dal nazifascismo.

La storia non può essere dimenticata o modificata, e la memoria nei nostri figli e nei nostri nipoti, mantenuta per sempre. La giornata del 25 aprile deve continuare ad essere celebrata, al di sopra di qualunque polemica, perché non si ripetano gli errori del passato e non si consegni la Nazione alla dittatura, né venga modificata la sua Costituzione, fortemente voluta dai numerosi Martiri d’Italia.

Bisogna diffidare particolarmente dell’indifferenza e del qualunquismo di coloro che con la loro viltà attendono che altri decidano per loro.

Paolo

lunedì 31 marzo 2008

(1) Scienza
Il Sistema Immunitario Congenito

(Immagine presa da Shutterstock)


Arriva dal Regno Unito ed esattamente dall’Università di Nottingham, in occasione del programma europeo Marie Curie, la notizia che riporto qui di seguito.
Il Dott. Bruno Gran esamina l’uso del sistema immunitario congenito, si premette che nel nostro organismo sono stati individuati due tipi fondamentali di sistema immunitario: uno congenito che fornisce risposte meno specifiche agli attacchi esterni ed uno cosiddetto adattativo che è responsabile di risposte immunitarie altamente specifiche.

Come riporta il Dott. Gran, durante un’intervista al notiziario Cordis, il sistema congenito è progettato per rispondere rapidamente ad agenti infettivi come batteri e virus, per riconoscere modelli che sono comuni a questi organismi e per iniziare una battaglia piuttosto potente e rapida per l’eliminazione di questi elementi patogeni.

Il sistema immunitario congenito è in grado di individuare tutto ciò che è comune a virus, batteri ed altri agenti infettivi grazie all’aiuto di recettori Toll-like (TRL). Questi ultimi sono preposti a riconoscere il pattern, ad identificare le molecole derivanti da soggetti infettivi che conservano la loro struttura anche quando si sono aperte un varco attraverso barriere fisiche come la pelle o la mucosa intestinale, e attivano le risposte immunitarie. All’inizio del processo il sistema congenito è in grado di istruire anche quello adattativo, perché metta a punto una risposta per la cura specifica. (leggi ancora:)

Paolo

martedì 18 marzo 2008

(1) Buona Pasqua
a tutti quanti voi ...











Tanti cari Auguri di una Serena








da Paolo e Famiglia